Volti, incontri, storie, piccoli grandi rivoluzioni tra web e realtà.
di Rita Murgia
Questa rubrica nasce con l’intento di presentare e permetterci di conoscere meglio il potenziale del grande esercito di ex Marianne che popola l’Italia e non solo: una fitta rete di donne uniche e speciali come Maria Romana Francesca Trainini cui ho proposto questa intervista su segnalazione della presidente della MEA, Rita Michela Schito, e che si è gentilmente prestata a rispondere alle mie domande, dedicandomi un po’ del suo preziosissimo tempo.
Cara Francesca, il tuo successo la vorativo e professionale non può che riempirci di orgoglio e di cu riosità. Come sei arrivata sin qui? Dopo la laurea in Cattolica e gli studi in scienze sociali in Inghilterra, poco prima della laurea (attendevo di discu tere la tesi), decido di tenermi impe gnata anche in un lavoro. Per caso, mi imbatto nella Virgin Record, la casa discografica all’epoca più influente e innovativa al mondo. È la musica ad aver trovato me! L’ambiente era dinamico, moderno, interessante, ar ricchente; così ho scelto di restare in Virgin anche dopo la laurea. Là mi sono formata professionalmente e ho imparato tanto anche grazie ad un insegnante d’eccezione: il fondatore della Virgin, Richard Branson, con cui ho avuto la fortuna di lavorare a stretto contatto. Il ritorno in Italia è dovuto a mio marito e al suo incorag giamento: desiderava vivere in Italia, un Paese che forse lo incuriosiva per la sua diversità rispetto all’Inghilterra dov’è nato. Purtroppo il nostro bel Pa ese, nel 1985, non brillava per il mer cato del lavoro, anzi la situazione era francamente disastrosa a causa della disoccupazione e del lavoro in nero dilagante. Se non fosse stato per la Ri cordi, che mi aveva notata e mi aveva “suggerita” come business affairs ma nager ad una società milanese, non sarei tornata. Mi lascio convincere e ci trasferiamo: una giovane e allegra famigliola con un bimbo di appena tre anni. Comincia l’avventura in Radio Dj e, anche questa volta, al fianco di un mentore che mi insegnerà tanto: Claudio Cecchetto. Con lui seguo come consulente musicale tantissimi artisti che aiutiamo a crescere profes sionalmente e che con il tempo diventeranno cari amici, come Jovanotti e Max Pezzali degli 883. Poi arriva il momento di fare il balzo e provare da sola a svolgere questo lavoro: decido di creare una etichetta indipendente e casa editrice musicale e così fondo la Oyez S.r.l. che dirigo anche per alcuni anni e che tuttora nel copyright inter nazionale enumera artisti famosissimi va sfida che mi ha affascinato è stata quella di dirigere Peermusic Italy, di cui sono tuttora amministratore de legato, dandogli l’impronta e l’impo stazione moderna che desideravo, at tenta alla sostenibilità, alle tematiche attuali, alle persone che vi lavorano all’interno.
Cosa ci puoi dire della presenza femminile nella società che am ministri?
Abbiamo adottato schemi che conci liano lavoro e maternità e l’attenzio ne è rivolta ad offrire un ambiente di lavoro favorevole per la donna che può in questo modo realizzarsi non solo nel lavoro ma anche come ma dre. Ai miei tempi non era scontato, ma ci sono riuscita: desideravo che nella realtà di Peermusic annunciare al proprio capo di aspettare un bam bino rappresentasse solo un momento di gioia per tutti e mai una preoccu pazione.
Il successo richiede sacrificio, a cosa pensi di aver rinunciato per arrivare a questo traguardo?
Direi al tempo libero. Ora i miei figli sono grandi, ma lavorare ed essere madre richiede il sacrificio dei propri hobbies ed io ne ho tanti: la cucina, il the, il vino, Impala (l’Organizzazio ne Non Governativa che riunisce le Compagnie Musicali Indipendenti) di cui sono Presidente e lo studio. Da ultimo mi sono nuovamente iscritta all’università, questa volta presso la facoltà di giurisprudenza! Non è una scelta casuale: da sempre il mio lavoro mi porta ad esplorare il mondo del di ritto e ho seguito con gioia dal giorno zero i lavori del Parlamento Europeo nell’ambito della direttiva sul ght, esprimendo il mio parere favore vole per il testo così come approvato. Comunque non sacrificherò il mio tempo libero per sempre: quando ar riverà il momento della pensione mi dedicherò alle associazioni che già se guo e coltiverò tutti i miei interessi e forse così sarò ancora più impegnata!
Come sai, questa intervista verrà pubblicata sul Foglio MEA e verrà letta da giovani marianne e da ex marianne di tutte le età. Cosa ti senti di dire loro?
Se avessi conosciuto questa doman da prima di questa intervista mi sarei preparata! Se devo risponderti a caldo mi viene in mente però un semplice consiglio: care amiche non arrende tevi mai alle difficoltà e superatele facendo riferimento alla vostra forza, a ciò che vi rende speciali, alle vostre capacità che vi sapranno essere sem pre di supporto. Ricercate un arric chimento personale dal vostro lavoro, scegliete di impegnarvi in qualcosa che accresca il vostro valore, dedica tevi a ciò che vi permetta di trovare e mantenere un senso alla vostra vita e di lasciare un segno nella vita degli altri. Mi sento di dire con sicurezza che la ricerca di un profitto sempre più alto non è il fine ultimo del lavoro.
Ti ringrazio per questo pensiero; in tempi di Covid mi è capitato spesso di riflettere sul concetto di utilità delle nostre vite e condivi do il tuo consiglio: quando si fer ma l’economia e si rimane chiusi in casa nasce l’esigenza naturale di ricercare una profondità, uno spessore e una consapevolezza che in tempi “normali” resta so pita, anestetizzata dalla superfi cialità e dal frastuono di mille in put. È stato un piacere conoscerti e per soddisfare la curiosità delle lettrici, pongo un’ultima doman da di rito, un po’ impertinente, personale e quasi da magazine per adolescenti: qual è il tuo mi glior pregio e quale il tuo peggior difetto?
Il mio pregio è la testardaggine: se mi metto in testa una cosa la porto avanti con tutte le mie forze. Il mio difetto è sempre la testardaggine perché da un tale impegno consegue il travolgimento delle altre cose che non rientrano nei miei piani!
Se mi posso permettere, conside rando che nella tua vita scarseg gia il tempo libero, la tua testar daggine è una sorta di autotutela!
E proprio perché hai poco tempo libero ti ringrazio per quello che hai dedicato a me e alle nostre care Marianne.